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Per una convivialità delle differenze: verso un nuovo insegnamento della religione a scuola

Il 6 ottobre 2026, presso la Scuola Superiore di Studi Avanzati dell’Università "La Sapienza" di Roma, si è tenuto il convegno dal titolo “Per una convivialità delle differenze: verso un nuovo insegnamento della religione a scuola”, promosso dal Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo dell’Ateneo romano in collaborazione con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), la rete “Noi Siamo Chiesa” e l’Associazione Biblica della Svizzera Italiana (ABSI). L’assise ha riunito illustri specialisti e docenti della materia.

In tale ambito accademico si rileva la significativa partecipazione di docenti e ex alunni dell’Università Pontificia Salesiana, tra i quali figurano i professori Giampaolo Usai, Sergio Cicatelli e Łukasz Rodziejczak. I lavori, moderati da Ernesto Borghi e Ilaria Valenzi, hanno visto gli interventi di autorevoli relatori del panorama universitario e culturale italiano, quali Maria Chiara Giorda, Gaetano Sabetta, Luca Diotallevi, Pierluigi Consorti, Roberto Mazzola, Paolo Naso, Marinella Perroni, Giuseppe Deiana, Marco Dal Corso e il gruppo di ricerca dell’Università di Parma composto da Filippo Bini, Giuseppe Bizzi e Patrizia Menozzi. Di rilevante spessore è stato altresì il contributo scientifico offerto dal Prof. Flavio Pajer, esperto di chiara fama internazionale.

Nucleo tematico e dibattito scientifico

Il focus euristico del convegno si è incentrato sull’analisi critica dell’attuale modello di Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) nella scuola pubblica italiana, a quarant’anni dalla revisione concordataria. Dai diversi contributi è emersa la preoccupante persistenza di un profondo analfabetismo religioso e biblico, che preclude alle nuove generazioni la piena comprensione del patrimonio storico, artistico e culturale. È stata ampiamente discussa la contraddizione strutturale derivante dalla natura confessionale e al contempo facoltativa della disciplina, dinamica che tende a frammentare il gruppo classe in base all’appartenenza o alle convinzioni personali, anziché favorire un autentico dialogo educativo. I relatori si sono interrogati sui vincoli giuridico-istituzionali connessi al quadro concordatario e sulle possibili soluzioni volte al superamento di un approccio eurocentrico, promuovendo il principio di una laicità inclusiva all’interno di un contesto scolastico caratterizzato da un irreversibile pluralismo culturale e religioso.

Conclusioni e prospettive di riforma

Nelle considerazioni conclusive, il convegno ha tracciato le linee di sviluppo verso cui appare orientato il futuro dell’insegnamento religioso nella scuola italiana. La prospettiva emersa individua la necessità di un superamento del paradigma confessionale a favore dell’istituzione di una nuova disciplina obbligatoria, aconfessionale e laica, denominabile ad esempio “Scienze delle Religioni”. Tale insegnamento si fonderebbe sui metodi storico-critici, comparativi e socio-antropologici propri delle scienze umane, superando ogni finalità catechistica o testimonianza della fede. Le prospettive future prefigurano l’avvio di percorsi sperimentali interreligiosi rivolti alla totalità della classe, la costituzione di un tavolo istituzionale di confronto tra politica, mondo scolastico e comunità religiose, nonché la riqualificazione della formazione docente mediante percorsi universitari ed ecumenici incentrati sulla pedagogia del dialogo e sulla gestione del pluralismo.

 

Relazione di Łukasz Rodziejczak