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Un’eredità che continua a generare. Giornata di studio – 20 marzo 2026

Il 20 marzo 2026 l’Istituto di Catechetica dell’Università Pontificia Salesiana ha ospitato un pomeriggio di studio dedicato alla memoria del prof. Luciano Meddi, figura di riferimento per la catechetica italiana e internazionale. L’incontro ha riunito le cinque sorelle del professore, docenti, studenti e studiosi, creando un clima di gratitudine e di sincera partecipazione attorno al tema: “I passi incompiuti della catechesi. L’apporto di Luciano Meddi”.

Dopo il benvenuto iniziale, hanno rivolto ai convenuti il loro saluto:il Prof. Andrea Bozzolo, Rettore Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana e il Prof. Giovanni Casarotto, Presidente dell’Associazione Italiana Catecheti, associazione di cui il prof. Meddi è stato il primo presidente. Sono stati anche trasmessi i saluti di Prof. Vincenzo Buonomo, Delegato Pontificio presso la Pontificia Università Urbaniana e di Mons. Valentino Bulgarelli, Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI.

I loro interventi hanno ricordato la profondità del contributo scientifico e pastorale di Meddi e l’importanza di continuare a far crescere la sua eredità.

Il prof. Ubaldo Montisci ha introdotto il tema della giornata, offrendo una cornice chiara per comprendere il valore e l’attualità del pensiero di Luciano Meddi e o presentando anche i tre relatori, ha delineato i nuclei tematici che avrebbero guidato la riflessione del pomeriggio.

Le relazioni

Prof. Carmelo Dotolo – Una Cristologia generativa per una Chiesa che genera vita. Il prof. Dotolo, amico e collega del prof. Meddi, ha aperto le relazioni proponendo una lettura teologica che colloca la generatività al cuore della missione ecclesiale. Partendo dalla visione di Meddi, ha mostrato come la Chiesa sia chiamata a generare vita, fede e processi di maturazione cristiana.

Prof. Giuseppe Biancardi – Dalla traditio alla receptio della fede: le difficoltà della catechesi contemporanea. Il prof. Biancardi ha offerto una lettura storica e critica del mancato passaggio dalla traditio alla receptio della fede, evidenziando le sfide culturali e pastorali che la catechesi ha affrontato negli ultimi decenni. Riprendendo il pensiero di Meddi, ha sottolineato la necessità di ripensare i modelli catechistici, passando dalla semplice trasmissione alla cura dei processi interiori della fede: dalla fides quae alla fides qua.

Prof. Maurizio Mirai – La receptio fidei: una chiave per ripensare la catechesi. Il prof. Mirai, già allievo di Meddi, ha approfondito la receptio fidei come categoria ermeneutica decisiva per una catechesi generativa. Ha descritto la receptio come un processo intrapsichico e intraculturale attraverso cui la persona elabora la propria parola di fede, costruisce un progetto di vita e matura una risposta personale all’annuncio cristiano.

Dialogo e conclusioni

Il dialogo finale ha dato voce a docenti, studenti e amici del prof. Meddi, che hanno condiviso ricordi, intuizioni e ulteriori elementi del suo pensiero. Ne è emerso un ritratto vivo e affettuoso, capace di restituire la profondità umana e intellettuale del professore.

Ha concluso i lavori il prof. Giuseppe Ruta, direttore dell’Istituto di Catechetica, sottolineando come la ricerca di Meddi continui a ispirare nuove piste di studio e di rinnovamento pastorale.

La giornata si è chiusa con un sentimento condiviso: la consapevolezza che i “passi incompiuti” della catechesi non rappresentano mancanze, ma inviti a proseguire il cammino, a generare processi, a custodire la vita e la fede delle persone con intelligenza, passione e speranza.